Logo
World Running Academy Magazine

(n° 10 Giugno 2016) La responsabilità nelle gare Trail. La sicurezza al primo posto.

Nicola Del Vecchio e Paolo Barghini | Giugno, 2016

Organizzare una gara di corsa richiede grande conoscenza ed esperienza, oltre naturalmente a tutte quelle capacità organizzative proprie di chiunque si voglia dedicare alla realizzazione di eventi sportivi. Nel Trail running i fattori di conoscenza se possibile devono essere ancor maggiori poichè il rischio nell'afforntare simili competizioni è esponenzialmente più elevato a causa delle difficoltà altimetriche, del tracciato, climatiche e metereologiche.
Ecco perchè particolare attenzione dev'essere dedicata all'equipaggiamento con cui si affrontano simili competizioni ed ecco perchè nulla dovrebbe essere lasciato all'improvvisazione.
Purtroppo però oggi non esiste una pratica diffusa che permetta di fornire ad ogni singolo partecipante quelle informazioni base che dovrebbero essere possedute da chiunque si appresta a compiere un'escursione in quota. Pensiamo solamente a quello che può accadere con l'avvento di un temporale improvviso, è di queste settimane la triste notizia della morte dell'atleta Mario Pantanali a Gemona colpito da un fulmine mentre correva il “Trail dei tre Castelli”.
Nel suo caso si trattava per giunta di un escursionista esperto ma ad oggi non è richiesto essere attenti conoscitori della montagna per partecipare a competizioni come queste, spesso nei vari regolamenti si richiede solamente il possesso dei requisiti medico sportivi e una conoscenza della montagna che nessuno è tenuto nè a dimostrare nè tantomeno a possedere.
Ecco perchè crediamo che per partecipare ad ogni gara di trail running che si svolge in quota dovrebbero richiedersi esperienze e conoscenze della montagna specifiche e ogni organizzatore dovrebbe farsi carico di fornire quelle informazioni necessarie ad affrontare tutti i fattori di rischio e a valutare in base ai fattori di rischio possibili la variazione del tracciato o l'interruzione della competizione. Quest'ultimo compito potrebbe, o meglio ancora, dovrebbe essere di competenza di una figura terza. L'istituzione della figura del “commissario di gara”, estraneo all'organizzazione del singolo Trail, potrebbe essere un elemnto di garanzia ulteriore per una riduzione dei fattori di rischio, perchè è assurdo e inaccettabile che per partecipare ad una competizione sportiva si rischi la vita.


(n° 9 Maggio 2016) Buona la prima. Tutti i primati della ISRU

Nicola Del Vecchio | Maggio, 2016

La prima volta della WRA-XRO ISRU (Iranian Silk Road Ultramarathon) 250K/150K è stata un vero successo. Una gara creata apposta per chi non ha paura delle condizioni estreme. Un'ultramaratona in autosufficienza in 6 tappe della durata totale di 250km (150km per la versione Lite) da correre in mezzo al deserto del Dasht-e Lut, nell'Iran sudorientale, nella suggestiva area transitata in passato dalle carovane che percorrevano la Via della Seta. In un paese, quello Iraniano, dove al massimo si organizzano mezze maratone e dove uomini e donne competono assolutamente gli uni divisi dagli altri. Questa volta però è stato diverso e il merito va attribuito per intero alla WRA-XRO (Extreme Races Organization) creata da Paolo Barghini, art director della corsa e vero e proprio esperto in fatto di organizzazione di simili competizioni, con il supporto di Massimo Taddei, esperto di organizzazione di viaggi nelle zone più belle ed estreme del pianeta.


La mission di WRA-XRO Extreme Races Organization è quella di regalare agli atleti di ogni livello l’opportunità di vivere un’avventura estrema dove mettere alla prova fisico e mente sfidando la natura e gli avversari in assoluta sicurezza. E per la prima volta, una organizzazione interamente italiana, si è occupata di organizzare un'ultramaratona estrema nel Mondo. Ma i primati della WRA-XRO ISRU non finiscono certo qua visto che per la prima volta nella storia della Repubblica islamica, una donna iraniana è riuscita a partecipare ad una maratona mista, insieme ad uomini, ed ha vinto nella categoria femminile contro avversarie occidentali. Masoumeh Torabi, una iovane disoccupata di Shiraz, aveva provato già ad iscriversi alla maratona internazionale di Persepolis, nel febbraio scorso, ma la sua domanda era stata respinta. Stavolta ci è riuscita e prendendo in prestito le parole di Paolo Barghini si può proprio affermare che con quest'evento si è scritto un piccolo pezzetto di storia, creando un primo ed importante precedente.


(n° 8 Aprile 2016) La responsabilità degli organizzatori

Nicola Del Vecchio e Paolo Barghini | Aprile, 2016

Organizzare una competizione sportiva richiede una serie di caratteristiche indispensabili che necessitano esperienza, professionalità e capacità organizzative utili per la buona riuscita dell'evento in sè. Ognuno di noi nel momento in cui decide di iscriversi ad una gara podistica si affida totalmente a chi ha organizzato la competizione, purtroppo però a volte le aspettative non rispecchiano totalmente le premesse e quando questo si verifica in gare ultra o in percorsi che necessitano mesi di allenamento per garantire una buona preparazione la cosa provoca non poche delusioni.


Qui in Toscana molti sono rimasti amareggiati per l'annullamento della 100 km che avrebbe dovuto tenersi a fine aprile così come grande amarezza sta attraversando gli appasionati del Trail running per lo scontro tra Tor des Géants e 4k Alpine Endurance Trail, le due gare pressochè identiche in programma a settembre sulle alte vie della Valle d’Aosta. Non sappiamo come si concluderà questa vicenda ma speriamo vivamente che si arrivi ad una conclusione che tenga conto prima di tutto dei tanti appassionati che con mille sacrifici si avvicinano a questo sport.


(n° 7 Marzo 2016) Il lato sociale della corsa

Nicola Del Vecchio | Marzo, 2016

La corsa per molti di noi, e per la WRA in particolare, non è solo da intendersi come un gesto sportivo, è piuttosto un'esperienza di vita. Essere runner o almeno sentirsi tale racchiude aspetti ben più profondi. Abbiamo già parlato delle motivazioni che hanno spinto ognuno di noi a cimentarsi con questo bellissimo sport, oltre alle motivazioni però esiste quel lato identitario che accomuna ogni runner. Quel sentirsi parte di una comunità più ampia che ci lega anche tra perfetti sconosciuti. Allo stesso modo i valori alla base di ogni attività sportiva si mescolano a quella inafferrabile voglia di leggerezza che si respira nel momento in cui si indossano le scarpe e si parte per una nuova avventura.


La corsa inoltre può essere anche l'occasione per fare del bene ad una comunità più ampia e permettere a chi non ha avuto le nostre stesse opportunità di vivere fino in fondo emozioni inidimentacabili. Con questo spirito la Wra si muove in ogni attività o manifestazione che organizza, coniugando l'aspetto sportivo a quello sociale. Questo è lo spirit che ci fa diventare migliori non solo per quanto attiene le prestazioni sportive ma anche dal punto di vista umano. Se vuoi andare forte devi avere le giuste motivazioni sia personali che sociali : Solo cosi sarai un "campione".


(n° 6 Febbraio 2016) Correre nel deserto. Prospettive di un percorso interiore

Nicola Del Vecchio | Febbraio, 2016

Sono sempre di più gli atleti che si apprestano a compiere competizioni nei deserti più affascinanti del Pianeta. In questo numero affrontiamo da vicino le esperienze di Franco Zomer e Filippo Rossi che saranno impegnati per tutto il 2016 nelle diverse tappe della 4desert di Racing The Planet e in fondo ci domandiamo cosa spinge sempre più atleti a cimentarsi con simili prove, al limite delle possibilità umane. É una ricerca continua del limite oppure dietro a queste esperienze vi è racchiuso molto di più che una semplice prova fisica?


In fin dei conti il fascino del deserto, con il suo scenario estremo ed essenziale, ci riporta alle origini, alla leggerezza del vivere e all'essenzialità del vivere. A quel fascino irresistibile degli spazi infiniti che ci fa amare la solitudine e ci permette di ritrovare un contatto diretto con la natura. La forza interiore, la tenacia e la sofferenza sono tutti elementi di queste prove ma anche tanta consapevolezza, conoscenza di noi stessi, di quell'io interiore che ci accompagna per tutto il percorso tra vento, dune, sole rovente e con quello zaino di 8 kg dove dentro c'è tutto l'essenziale per la sopravvivenza. Oggi l'ultima “frontiera” del podista è rappresentata da queste prove estreme in ambienti naturali e il deserto nell'immaginario di molti atleti ha ormai sostituito prove epiche come le ultramaratone.


(n° 5 Gennaio 2016) La WRA nel 2016. Un anno di grandi progetti

Nicola Del Vecchio e Paolo Barghini| Gennaio, 2016

Nuovo anno molti progetti per la World Running Academy, tutti ambiziosi e di grande valore sportivo e sociale come nel DNA dell'associazione. Come anticipato nello scorso numero si sta concretizzando il progetto di riportare ai piedi della Apuane una Maratona di valore internazionale con la White Marble Marathon, un evento che mette al centro i valori dello sport a tutto tondo. Oltre all'aspetto prettamente sportivo della competizione, infatti, un'importanza strategica è data anche alla parte sociale con il supporto della Onlus Charity in the World (Associazione no profit attiva nei paesi poveri, Africa in primis,con progetti di sviluppo sociale che possano dar modo a chi vive in condizioni di estrema povertà di migliorare la propria esistenza contribuendo ad esempio alla costruzione di un pozzo per gli agricoltori dei villaggi o strumentazioni per artigiani così da creare un miglioramento duraturo nella micro economia delle comunità.)


Ma se la maratona si correrà nel febbraio 2017, l'appuntamento sportivo più vicino temporalmente sarà quello della ISRU (IRANIAN SILK ROAD ULTRAMARATHON), gara interamente ideata e tracciata da Paolo Barghini che si svolgerà dal 2 al 9 maggio 2016 nel deserto del Dash-e Lut niente meno che in Iran, nella zona sudorientale del paese, nella suggestiva area transitata in passato dalle carovane che percorrevano la Via Della Seta. Un evento dal valore sportivo e politico enorme visto che si tratta della prima competizione dalla rivoluzione islamica dove uomini e donne gareggeranno assieme. La presenza poi di atleti della Wra alle più importanti competizioni sia su strada che su percorsi trail è già assicurata con atleti che parteciperanno alle maratone di Vienna e New York, alla 100 km del Passatore, alla Pistoia Abetone, alla TDS e alla CCC solo per citare alcuni eventi di caratura internazionale già messi in calendario dai nostri atleti.


Inoltre attenzione particolare è data allo sviluppo del brand della WRA con la collaborazione con la Mello's, azienda italiana leader nel creare prodotti innovativi per lo sport, che realizzerà le nuove divise e il lancio sul mercato di una nuova linea di integratori per lo sport sotto il marchio di WRA supplement food. Tra questi importanti progetti si colloca ormai di diritto anche il Magazine, giunto ormai al quinto numero, e vera e propria finestra verso l'esterno della WRA con collaborazioni autorevoli che uniscono analisi tecniche, racconti di gare e di vita di molti atleti oltre alla parte social grazie alla ormai consolidata collaborazione con “Lo sport insegna”.


(n° 4 Dicembre 2015) White Marble Marathon. Un progetto che inizia a prendere forma.

Nicola Del Vecchio | Dicembre, 2015

Anche Carrara tornerà ad avere la sua maratona, un progetto ambizioso ma grazie alla professionalità di Paolo Bargini e alla determinazione di un gruppo di appasionati e appassionate di questo bellissimo sport sta finalmente prendendo forma.


Per adesso è tutto in fase embrionale ma l'obiettivo è quello di correre la gara nell'ultimo week-end di febbraio 2017, affrontando un percorso che coinvolga Massa, Carrara e le due Marine. Quarantadue chilometri tra mare e monti con partenza da Carrara e arrivo a Marina, passando da Marina di Massa, dove dovrebbe concludersi il percorso della mezza maratona, fino a toccare il centro storico di Massa. Un percorso veloce e suggestivo in grado di far conoscere la nostra Provincia in un periodo ideale per chi intende iniziare di buon grado la stagione podistica.


Naturalmente sarà l'occasione di portare sul nostro territorio atleti provenienti da tutto il panorama nazionale, con ricadute economiche anche per le strutture ricettive. Le istituzioni hanno già dato il loro placet, il comitato Maratona si è già insediato e nelle prossime settimane finalmente potremmo ufficializzare il percorso e le caratteristiche di quest'importante evento sportivo che porterà nuovamente dopo anni i podisti apuani a poter percorrere una maratona ai piedi delle Apuane.


(n° 3 Novembre 2015) Siamo nati per correre

Nicola Del Vecchio | Novembre, 2015

Correre è una filosofia di vita che accomuna appassionati in tutto il mondo. Spesso le motivazioni sono diverse, si corre per dimagrire, per una sfida con se stessi e i propri limiti, per tenersi in forma, ma in fin dei conti qualunque sia la motivazione esiste un unico filo rosso che tiene tutti insieme ed è legato alla ricerca di un benessere psicofisico che porta ognuno di noi a compiere quelli che agli occhi dei non corridori possono apparire dei veri e propri sacrifici, ma ai nostri occhi sono solamente dei momenti di immenso piacere, anche nella fatica.


Ho conosciuto molti runner in questo anno di allenamenti e ho sempre scoperto in ognuno di loro una vicinanza, anche se eravamo degli sconosciuti. Come se la corsa rappresentasse di per sé già un punto di comunanza di esperienze e vissuti. Tra runners non ci si chiede il motivo delle nostre fatiche, dei sacrifici di correre nei ritagli di tempo per tanti chilometri alla settimana in preparazione di una maratona o di una ultra, la passione e la voglia di misurarsi con i nostri limiti è più forte di qualsiasia asperità.


E a chi mi chiede il motivo che mi spinge a fare tutto questo, rispondo semplicemente perché non dovrei farlo? In realtà tutti noi siamo nati per correre.


(n° 2 Ottobre 2015) Corro perchè la corsa mi fa diventare una persona migliore

Nicola Del Vecchio | Ottobre, 2015

Ho iniziato a correre quasi per caso, dopo anni di inattività, un bel giorno mi sono detto che forse era meglio perdere qualcuno dei venti chili che avevo accumulato e così mi sono recato al campo scuola assieme ad una mia collega. Era dicembre del 2013 e non immaginavo che la corsa mi avrebbe appasionato a tal punto. Per un anno, con molta pazienza ho corso con continuità ma senza alcun programma e soprattuto non oltre gli 8 km giornalieri. Avevo iniziato un lento dimagrimento e sentivo il bisogno di confrontarmi con me stesso ed i miei limiti, così durante le vacanze di Natale dell'anno successivo decido di rivolgermi a Paolo Barghini. Non avevo assolutamente in mente né cosa avrei fatto, né tantomeno quali sarebbero stati i miei obiettivi futuri, avevo una sola ambizione allenarmi e farlo con un metodo. Forse anche complice un momento della mia vita di totale cambiamento, ero da poco diventato padre e la cosa inconsciamente mi spaventava non poco, ho trovato nella corsa lo strumento per ritrovare me stesso, il mio equilibrio, la mia serenità e quella sfrenata voglia di libertà che mi accompagna durante tutti i miei percorsi.


Paolo con la professionalità che lo contraddistingue mi ha fatto una prima tabella, un regime alimentare degno di un'aspirante atleta ma soprattutto mi ha fornito l'entusiamo che mi serviva e nel giro di due mesi mi sono iscritto alla mia prima competizione, la mezza maratona di Pistoia. Per chi come me non era andato neppure in allenamento oltre 15 km era un risultato immenso, chiudere poi la gara con un tempo di un'ora e trentadue minuti mi ha reso entusiasta, non tanto per il risultato in sè ma per il significato interiore che quell'esperienza ha rappresentanto. Da lì in avanti è iniziato tutto, qualche gara del corrilunigiana, la Pistoia-San Marcello e poi le mezze maratone di Parma e Pisa dove mi sono sempre migliorato, e adesso il progetto di correre la mia prima Maratona entro fine anno. Ho iniziato a confrontarmi con i miei limiti, con la scoperta di me stesso, perchè la corsa oltre ad essere un cammino in un ambiente esterno è anche un cammino interiore. In questo anno, grazie alla Wra, ho avuto l'opportunità di conoscere persone piene di entusiasmo, accomunate da una passione comune che nasceva da esperienze e motivazioni diverse ma mai banali. Correre per me in fondo è un modo per sentirmi vivo, ed essere vivi come ci ha ricordato Pablo Neruda in una sua splendida poesia “richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare”.



(n° 1 Settembre 2015) Il magazine della World Running Academy

Nicola Del Vecchio | Settembre, 2015

La World Running Academy ha deciso di ampliare la propria attività fornendo un nuovo strumento utile agli appassionati di running e trial running.
Il Magazine è un progetto ambizioso con il quale la WRA vuole arrivare al più alto numero di lettori con lo stesso spirito a cui si è sempre ispirata ossia quello di offrire a runner sia professionisti che amatori servizi di altissimo livello.


Il magazine avrà una cadenza mensile e fornirà quelle informazioni utili a chi vuole cimentarsi con la corsa e molti approfondimenti su allenamenti sia in strada che in sterrato.
Non sarà tralasciato poi un punto centrale dell'attività dell'Academy riguardante il sostegno a tutte quelle attività che si collocano nel campo sociale e che mirano a divulgare i valori dello sport.
Naturalmente trattandosi di un magazine saranno contenute in ogni numero recensioni di gare e interviste ad atleti seguiti da Paolo Barghini.


A questo punto non resta che augurarvi una buona lettura....