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Un pellegrino nel deserto. Intervista a Giancarlo Enna

Nicola Del Vecchio | Giugno, 2016

Sin dall'epoca Medioevale si sono sviluppati pellegrinaggi di fedeli verso i luoghi Santi della Cristianità, quando i viandanti si mettevano in viaggio a piedi anche per diverse settimane. Le motivazioni che oggi portano a compiere queste esperienze si legano ad aspetti religiosi ad altri più intimi e personali che attengono ad una ricerca di un equilibrio interiore, che sicuramente contribuiranno a trasformare chiunque li affronti.


Giancarlo Enna potremmo definirlo un “pellegrino moderno”, e ascoltare i suoi racconti fa venir voglia di cimentarsi almeno una volta nella vita con una simile esperienza, tanto unica quanto totalizzante. “L'idea di compiere un pellegrinaggio – racconta con entusiasmo Giancarlo – nasce nel 2010, fino a qualche anno prima lavoravo in marina e ci sono stato per 20 anni. La vita sedentaria data dal nuovo lavoro di ufficio mi ha portato ad avere un piccolo black-out da troppa monotonia. Così, quasi per caso, navigando su internt avevo visto l'immagine del cammino di Santiago e a fine luglio ho inziato il cammino arrivando a Santiago in 26/27 giorni. Un'esperienza fantastica che mi ha permesso di legare amicizie, conoscere una ragazza di Barcellona con cui ho avuto una relazione di 3 anni, insomma un vero e proprio cambio di vita”. Il cammino del 2010 non è rimasto isolato e presto ne sono arrivati anche altri. “L'anno successivo – prosegue – ho percorso la via Francigena partendo da Canterbury fino al Gran San Bernardo, per me che sono credente è stata una gioia immensa. Riportare il fisico la testa ad un passo normale ti riporta ad una libertà assoluta. Nel 2011 è stata poi la volta di Canterbury - Roma e mi è nata la voglia di arrivare fino a Gerusalemme”. Purtroppo le vicende Siriane rendevano impossibile il passaggio e l'attenzione di Giancarlo si è dirottata verso la Maratona della “città santa”.


“Nel 2011 grazie al coinvolgimento di un amico avevo deciso di iscrivermi alla mia prima maratona – racconta Giancarlo – avevo sempre fatto sport ma non correvo con metodo, comunque a marzo ho portato a termine la mia prima maratona a Barcellona, poi subito dopo è arrivata l'idea di Gerusalemme, legata alla via Francigena. Dopo Gerusalemme nel 2015 ho corso la maratona di SanPietroburgo, poi le mezzemaratone di Monza e Cortina, Berlino nel 2015 ed infine arriviamo all'esperienza nel deserto Iraniano grazie a Paolo Barghini”. Il percorso di Giancarlo è davvero entusiasmante e ci riporta un pò indietro nel tempo visto che lo spirito con cui affronta queste competizioni non è certo quello della prestazione, bensì quello del viaggio, della scoperta di luoghi e persone. “Volevo fare un'esperienza diversa – confida - provare a correre in autosufficienza per sentire quali sensazioni si provavano ad essere soli nel deserto. E' una corsa lenta, riflessiva, molto simile al cammino. Forse la differenza maggiore è che lì non incontri nessuno o quasi mentre nel cammino incontri persone, anche se ai campi il legame che si crea con i tuoi compagni di viaggio è unico. E così come nei miei cammini hai la possibilità di socializzare, di creare un bel rapporto puro senza alcun interesse. Nascono amicizie molto profonde e durature”. Ed è proprio quest'aspetto relazionale unito alla riscoperta dello spazio e del tempo quello che forse più di ogni altra cosa rappresenta lo spirito del pellegrinaggio, indipendentemente dalla dimensione religiosa con cui lo si affronta. “Sono un credente – conclude Giancarlo – durante il cammino incontro persone speciali, credenti e non. E' bello vedere come anche le persone che non credono quando arrivano a Santiago forse arrivano a credere più di te, alla fine traballiamo un pò tutti. Durante il cammino accadono cose inimmaginabili. Pensate che l'anno scorso ho voluto percorrere nuovamente il cammino di Santiago e l'ho fatto a cavallo a Natale, è stata un'esperienza bellissima ogni giorno nonostante le difficoltà trovavo la soluzione. Il 24 dicembre non sapevo dove dormire era tutto chiuso quasi mi apprestavo a dormire all'aperto quando una pellegrina mi ha indicato un albergo fuori paese dove abbiamo deliziato di una cena a base di pesce stratosferica. In cammino ogni giorno ti arriva la soluzione non bisogna mai disperare”.

Personaggio | 1 Commenti

roberto mezza - mercoledì 22 giugno 2016 23.59

Sempre detto ......Sei un Grande Giancarlo !!!

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