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100 Km del Passatore 2015 - Paolo Tarabella

Paolo Tarabella | Maggio, 2015

Il Mio Secondo Passatore

Per la seconda volta mi sono fatto tentare, per la seconda volta m’incammino verso la lunga strada del Brigante, per la seconda volta ancora mi unisco alla folla decisa a scalare il Passo della Colla.


Non so perché, ma la magia che pervade questa manifestazione podistica mi ha letteralmente preso nel profondo.


Si parte, molto caldo anche quest’anno. Lascio che le gambe si muovano al loro passo, non le forzo né le rallento, cedo a loro il comando.


La corsa si snoda fra le vie del centro di Firenze, con il tifo dei tantissimi turisti. Si esce dal centro e si affronta Fiesole con i suoi tornanti, ai quali lì per lì non si fa troppo caso.


Si arriva a Fiesole e si prosegue per Le Croci di Calenzano. Si comincia a cercare istintivamente la rara ombra dei pochi alberi. Dopo le croci, la meritata discesa che prosegue fino a Borgo San Lorenzo. Lo zaino di due chili è ormai parte integrante di me. Primo rilevamento chip: 3 ore e 19 minuti per 32 km, non male!
Seguo scrupolosamente i consigli del coach, a tutti i ristori bevo tanto e mangio di tutto; sì perché i sali minerali se ne vanno col caldo e la fatica e i crampi, poi, possono farla da padrone. Affronto la salita della Colla: il primo vero traguardo è lassù a oltre 900 metri.


Una cinesina cammina a passo sveltissimo, non corre, la supero.
Dopo un po’ faccio una breve pausa procedendo a passo ed eccola di nuovo, si proprio lei: la cinesina.
Riparto a corsa e poi ripeto la pausa al passo ed eccola ancora, la cinesina!
Meno male che arrivo al Passo, perché mi stava davvero facendo innervosire!
Lassù mi fermo per un breve massaggio ai polpacci, cambio la maglia, indosso un giacchetto, riprendo lo zaino, bevo, mangio e riparto.


La discesa si srotola per qualche km ed io sono contento perché sto proseguendo proprio bene. Marradi, terzo rilevamento chip, finalmente sono al 65°! Mi telefona il coach, che sta seguendo con gli amici la diretta on-line dei rilievi chips. Sento una vera e propria esplosione di saluti, di calore. Lui mi dice di non mollare. Da lì in poi lo sentirò nel mio cervello in ogni momento di cedimento. Riparto benissimo.
Purtroppo l’insidia è lì bell’e pronta, proprio dopo il 70°!
Mi assale la nausea e non posso trattenermi: rigetto mentre il crampo dietro la coscia comincia a farsi sentire. Mi massaggio, un po’ al passo e poi riprendo. Lo stomaco ormai si è definitivamente chiuso, riesco solo a bere della coca cola e dell’acqua ai ristori. Spero che i crampi non divengano i miei padroni. Arriva San Cassiano, quarto rilevamento chip al 75° km. Sono un po’ demoralizzato dalla piega che rischia di prendere la mia corsa. Riparto al passo, poi mi ricordo il coach, scrollo le spalle e inizio di nuovo a correre. La fatica diviene pesante, ti aleggia attorno nelle strade buie, ma le luci delle pile dei concorrenti creano quelle isole di luce cui ti aggrappi, per scrollarti di dosso il buio, la solitudine, la stanchezza!

Passatore 2015 - Paolo Tarabella Passatore 2015 - Paolo Tarabella

Riprendo la sfida, cerco di riaccettarla, di farla di nuovo mia.


Con le gambe sempre più pesanti e un paio di vesciche sotto i piedi, comincio a saltellare sempre di più, fino a trasformare il saltellio in vera e propria corsa, cercando persino di smitizzare la paura dei crampi e della nausea. Cerco di convincermi che sto bene, ma l'80° è sempre lontano e la fitta arriva puntuale. Stesso rituale del massaggio e via. Una boccata di energia al ristoro dove preparo la borraccia di maltodestrine, bevo una coca e prendo un caffè. Riparto al passo sorseggiando la borraccia e ricomincio a sgambettare. Continua la stessa scenografia anche fino all'85° e oltre fino a Brisighella. I crampi sono ricomparsi puntuali e il mio morale è sempre più affossato in una voragine approfondita dal passare inesorabile del tempo.


Improvvisa mi scatta una molla dentro, riprende la mia anima dal baratro e la tira su come sollevata dalle pale di un enorme elicottero. Capisco che l'energia la posso trovare solo nella mia testa: non devo soccombere allo sconforto, alle gambe indolenzite e dolenti.
Mi risollevo con le ultime parole della telefonata di Paolo, due semplici parole: "Non mollare!".


Scatto avanti e corro fino al ristoro del 95°. Supero continuamente concorrenti, quelli che vanno al passo raggiungo e supero costantemente quelli che corrono avanti a me.


Mi compiaccio con me stesso, cerco di isolare la fatica.
Al ristoro una boccata di energie ormai inesistenti, pescate chissà dove, e poi di nuovo via verso il segnale del 96°, poi del 97°, poi con fatica crescente ma sempre correndo forte fino al 98°, con incredulità vedo lontano il 99° e finalmente l'apparizione dell'ultimo pezzo di viale, la gioia infinita che supera tutto, mentre non penso più a niente nel percorrere il tappeto che termina al traguardo, lo supero e corro ancora per 20 metri fra gli applausi scroscianti…


La fatica è dimenticata, c'è solo la gioia!

Passatore 2015 - Paolo Tarabella

Racconti | 1 Commenti

Irene - domenica 7 giugno 2015 13.09

Grazie ee! !!! Una gioia leggerti!!

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