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La cronaca della TDS “Sur les Traces des Ducs de Savoie”

Intervista a Ugo Mazzachiodi

Nicola Del Vecchio | Settembre, 2015

TDS 2015 - Sur les Traces des Ducs de Savoie - Ugo Mazzachiodi

Nell'ultima settimana di agosto in Val d'Aosta come ogni anno hanno preso avvio le competizioni dell'UTMB, tra queste particolare risalto nel panorama del trail running ha la TDS alla quale ha partecipato Ugo Mazzachiodi, atleta spezzino allenato da Paolo Barghini.


La TDS è una gara molto impegnativa di 119 km con 7.250 metri di dislivello positivo, partenza da Courmayeur e arrivo a Chamonix, lo start alle ore 6.00 di mercoledì 26 agosto 2015. Delle quattro gare organizzate nell'ultima settimana di agosto a Chamonix la TDS viene definita la più selvaggia e la più difficile:1800 quasi i concorrenti, 14 ore previste per il primo, 33 h di tempo massimo.


“E' una gara che va preparata in anticipo – ci spiega Ugo – ti iscrivi a gennaio e poi se sei sorteggiato iniziano sei mesi di preparazione intensa, noi siamo fortunati ad avere le Apuane, un luogo dove potersi allenare che ti aiuta molto nella preparazione, certo non sono paragonabili mancando la quota ma a livello di sentieri tecnici non hanno nulla da invidiare alle Alpi”. La gara di Ugo è stata molto difficile, visto che dopo qualche decina di km ha dovuto confrontarsi con dei problemi fisici che, pur permettendogli di concludere la gara, gli hanno impedito di esprimersi al meglio. “Il percorso è molto tecnico e selvaggio – prosegue – non incontri quasi mai paesi e ti trovi spesso a correre tra i pascoli in totale solitudine, anche se l'organizzazione è impeccabile visto che lungo il tracciato ci sono ben 7 punti infermieristici.

TDS 2015 - Sur les Traces des Ducs de Savoie - Ugo Mazzachiodi TDS 2015 - Sur les Traces des Ducs de Savoie - Ugo Mazzachiodi TDS 2015 - Sur les Traces des Ducs de Savoie - Ugo Mazzachiodi

La partenza è stata emozionante, fin dalle 5.30 del mattino c'era la musica a caricarci e lo speaker che annunciava la corsa. Io non vedevo l'ora di partire, erano dieci giorni che non aspettavo altro. Allo start attraversi Cormayer fino al fiume e poi inizia una strada bianca e la salita, dopo poco hai difficoltà a correre perchè è molto ripida si passa infatti da 1200 mt a circa 2400 mt, a metà della prima salita entri nel trail vero e propio, sulla destra ti accompagna in un paesaggio mozzafiato il monte bianco, poi una piccola discesa e di nuovo salita verso il col chavannes, le gambe giravano e pur essendo ripida non ho avvertito troppo la salita. Inizia poi una discesa su strada sterrata molto veloce che ti porta fino ai piedi del piccolo San Bernardo, lì chi ha voglia può davvero andare forte.” Fin qui la gara di Ugo è andata tutta regolare, belle emozioni gambe a posto e paesaggi incantevoli. “Purtroppo ai piedi del piccolo san Bernardo ho inziato a sentirmi male – spiega – mi sono dovuto fermare e sono stato a bordo strada per quasi un'ora. Ho deciso di proseguire anche grazie alle parole che mi aveva detto Paolo Barghini prima di partire ma è stata davvero dura arrivare in fondo. Passato il piccolo San Bernardo inizia una discesa interminabile fino a Bourg San Maurice, da 2.200 mt scendi a 800 mt, dove trovi un grande ristoro.


Da lì in poi inizia a diventare davvero dura, affronti una salita lunghissima con circa 1900mt di dislivello da affrontare sotto il sole cocente. Ho trovato molti concorrenti al lato del percorso sdraiati e disidratati. Scollinato Passeur Pralognane inizia una discesa tecnica attrezzata con corde fisse ma di pochi minuti, ci sono dei punti molto esposti, siamo stati fortunati che c'era bel tempo. Scendi fino a Cormet de Roselend dove raggiungi il ristoro, io ci sono arrivato a sera – spiega Ugo – e appena ripartito ho corso nella notte in uno scenario davvero suggestivo, il percorso è illuminato dalle frontaline degli altri concorrenti, sopra la testa un cielo stellato mozzafiato ed una luna da paura, con sulla destra da far da cornice il ghiacciaio del monte bianco. Dopo di chè si sale al Col de la Sausse, poi di nuovo discesa, strettoia del Curè e alla Gitte dove si sale di nuovo verso il Colle est de la Gitte. 700 mt. Arrivi poi al Col du Joly dove incontri un altro ristoro con musica e una mega tensostruttura attrezzata con dei lettini per chi ha necessità di riposarsi.


Mancano ancora 40 km alla fine, ricomincia la discesa ed è quella per Les Contamines. Arrivati a Les Contamines dopo 95 km, il col du Tricot con i suoi 1000 metri di dislivello durissimi, è stata dura ma giunti al colle poi bisognava solo arrivare a Chamonix”. Dalle parole di Ugo si riesce a comprendere l'entità dello sforzo e allo stesso tempo la consapevolezza dell'impresa compiuta a fronte anche delle precarie condizioni fisiche con cui ha percorso buona parte della gara. “Sono arrivato in fondo anche se non nascondo che c'è stato un momento in cui avrei voluto mollare – conclude Ugo – le parole che Paolo mi aveva detto prima di partire mi hanno aiutato nel giungere al traguardo e nonostante tutto sono contento di com'è andata. Per il prossimo anno conosco già le insidie del percorso e mi porto dentro un'emozione unica, peccato di non poterlo ripetere prima del prossimo agosto...”


TDS 2015 - Sur les Traces des Ducs de Savoie - Ugo Mazzachiodi TDS 2015 - Sur les Traces des Ducs de Savoie - Ugo Mazzachiodi TDS 2015 - Sur les Traces des Ducs de Savoie - Ugo Mazzachiodi
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