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Cancellata!

Giovanni Pessina | Aprile, 2016

Cancellata! - Giovanni Pessina

Sono sul divano, è un giorno caldo di marzo, primo pomeriggio, le immagini scorrono sul televisore e mostrano un incontro di calcio che seguo senza particolare interesse. Mi prende la sonnolenza post –prandiale e mi addormento. Dal calcio il cuore mi porta alla corsa, alla mia prossima corsa, alla 100 km. di Toscana. Una corsa che aspetto con ansia dalla sua prima presentazione perché mi piace correre e perché amo la Toscana. Poi questa corsa che da Firenze corre verso il Tirreno, verso la Versilia, verso Viareggioè l’obbiettivo per la prima parte dell’anno: io lo voglio centrare costi quel che costi!


Parto da casa in auto verso Firenze, mia moglie è con me, passeremo una giornata a Firenze, sicuramente meravigliosa come tutte le giornate passate a Firenze, fatte di storia e poesia che invadono la mia mente e renderanno la corsa che seguirà un viaggio nelle radici della nostra cultura a partire da quelle etrusco-romane, alle Signorie, ai Medici e così via sino ai giorni nostri.


Sono quasi le sette di mattina, orario designato per la partenza della gara. Noi corridori siamo sulla linea, tanti, sorridenti, tesi, un pettorale e sempre un pettorale, quando te lo metti fai fatica a non emozionarti e vuoi dare il massimo. Lo sparo! Si parte, la gente applaude e mi incanalo nella marea di podisti: c’è chi va piano perché la corsa è lunga e chi parte sparato per trovarsi fuori dalla bolgia, ognuno ha la sua tattica.


In breve si arriva a Scandicci cittadina alle porte di Firenze; il morale è alto, le gambe rispondono bene, il gruppone si è sfaldato e i primi già viaggiano a 4 minuti al km. alcuni anche a meno.Proseguiamo e in un’ora circa siamo in una bella zona di ville storiche che ci guidano verso una cittadina con belle mura: Lastra a Signa; appena arrivo a casa devo indagare sul significato del nome.Bevo al ristoro, non mi va di mangiare anche se forse dovrei. Non perdo tempo, riparto subito, qualche passo lento e via di corsa verso Montelupo. La tensione pre gara è passata e mi sento bene c’è tanta strada da fare ma alle eventuali crisi ci penseremo dopo: sono ottimista!


Il tempo è bello e me la godo, attorno a me alcuni gruppetti riescono ancora a far battute, scherzare e ridere sulle birre che berranno all’arrivo. Si corre, le colline si alzano, si intravede l’Arno che scorre lentamente senza prestare attenzione a noi, non siamo Lanzichenecchi ma atleti, per lo più amatoriali, che vogliono cogliere il loro giorno di gloria correndo una lunga distanza: 100 km. in modo gioioso. Si oltrepassa Capraia e si arriva a Empoli.Siamo a quasi un terzo del percorso, alcuni sono stanchi, rallentano e io li supero, arrivo al ristoro, bevo acqua e mangio qualche piccolo pezzo di pane con marmellata, riprendo camminando mentre mangio un po’ di frutta secca.


Arrivo al cancello orario dei 30 km. Sono passate 4 ore e ho 30 minuti di vantaggio sul limite. Questo mi dà ottimismo, i primi sono già passati da un’ora o due ma non mi tocca perché la mia è la corsa delle retrovie contro i cancelli orari, non per il podio ma per arrivare al traguardo. Proseguo e dopo un’altra ora passata, a dimenticare le gambe che iniziano a protestare, guardandomi attorno per riempirmi gli occhi di ville nobili e colline, in un continuo cambio di scenari naturali e medievali. Arrivo a Cerreto, controllo i km e siamo, come distanza, alla prima maratona della giornata, ho passato i 40 km.


Mi sono allenato bene, ho fatto le salite, i percorsi vallonati, qualche maratona di preparazione, alcune 50 km. Ho rubato tempo a tutto: al lavoro, alla famiglia, ai miei hobbies ma adesso sono felice, le gambe girano e tra poco sarò a metà percorso! Passo Fucecchio e, poco dopo, il cancello dei 50 km. E’ la una e mezza sono soddisfattissimo avrei voluto passare di qui in sei ore ma va bene così, il morale è alle stelle.


La segnaletica stradale indica Altopascio. Altopascio è un nome magico per un milanese doc come me. Tutti i ristoranti e trattorie toscane di Milano erano gestite da gente di quest’area: Ponte Buggianese, Montecarlo, Montecatini, Chiesina... una sorta di monopolio della ristorazione scalzato in anni recenti dai Cinesi, ma questa è un’altra storia.


La vera storia è che sono stanco, un po’ di dolori alle gambe ed ai piedi e non sono più così lucido. Mangio una barretta di frutta secca e miele, mi dà un po’ di energia che non dura molto: don’t panic please! Sono a 60 km. più della metà percorso è andato, è andato, è andato mi ripeto per gasarmi e motivarmi. Sono passate abbondantemente sette ore, arrivo ad un ristoro e mangio qualcosa, bevo acqua e mi concedo due dita di coca, scambio due battute con gli addetti e uno mi offre un caffè. Ma perché no? Lo bevo con gusto e ringraziando riparto camminando, recupero le idee e mi metto al trotto aspettando l’ispirazione che mi convincerà a correre.


L’ispirazione a correre mi arriva dal territorio; i cartelli indicano Capannori, località che non conosco ma che mi piace subito, il territorio è relativamente piano ricco di uliveti bellissimi ed è un piacere correrci in mezzo, cosa che faccio subito. Berrei volentieri un cucchiaio di olio di queste colline, meglio dei gel e tubetti vari. Nel frattempo il terzo e ultimo famigerato cancello è superato, sono a 75 km e mi sembra incredibile che io abbia fatto tutta questa strada, ma occorre andare avanti non è finita. I cartelli indicano Lucca manca poco alle quattro e mezza del pomeriggio, il tempo è fresco e questo mi aiuta. Non mi è mai pesato stare molte ore “sulle gambe” ma non sono più sicuro di avere 100 km nelle gambe, forse non lo sono mai stato!


La cadenza rallenta, il passo è più corto e ho un po’ di freddo. Attorno a me vedo gente fermarsi con lo sguardo spento, non voglio vedere il mio di sguardo, non voglio uno specchio, voglio solo andare avanti. Alcuni si concedono una birra per “reidratarsi” io bevo acqua, mangio qualche pezzo di pane e del prosciutto crudo al ristoro. Buono, mi concedo un generoso bis e riparto subito per non farne 10 di bis!


Cammino qualche minuto e riparto verso l’ultima salita che a me pare insormontabile, dopo tutta questa strada metterci una salita è da sadici! Inizio a salire, non corro, faccio solofinta e vengo superato da gente che cammina, cammino anch’io e avanzo, avanzo e arrivo in cima, meraviglia! vedo il mare, vedo il traguardo e oltre, alcuni, vicino a me, dicono di vedere l’Elba altri la Corsica in lontananza, mah! Nella mia mente vedo nuovi traguardi dopo il traguardo che vanno a sud verso la Maremma o a nord verso Carrara. Questo mi rigenera e mi dà la forza per continuare. Mi fermo al ristoro in cima e poi via per la discesa che faccio correndo, mi sembra di volare ma sono lentissimo, passo corto come il mio fiato e dolori alle cosce, ai polpacci mal di testa...


Finisce la discesa e Massarosa è lì sono passate 11 ore e le sento tutte! Tutti mi dicono: forza che è finita, 10 km all’arrivo! cosa sono 10 km per voi? Bazzecole! Dieci km finali di passione, corro, che è una parola grossa, come se fossi su uova fresche che non voglio rompere, non voglio appoggiare la pianta dei miei piedi a terra, non voglio più correre, voglio spogliarmi, buttarmi in mare, fare il morto sull’acqua.


In due ore completo l’ultimo pezzo, 13 ore e 1 minuto, avrei potuto accelerare un po’ per restare nelle 12 ore, ma chi se ne frega, sono arrivato! Al traguardo mi gaso, supero uno lento con uno scatto da centista, salto e grido sulla linea di arrivo, mi mettono la medaglia al collo e ne sono fiero: ne ho fatti 100 ne ho fatti! Abbraccio mia moglie che si felicita con me. Il prossimo anno la faremo assieme, faremo la nove colli, niente può fermare il mio entusiasmo podistico. Adesso doccia e cena, Viareggio mi aspetta!


Mi sveglio, la partita è finita ed in tv si parla di calcio mercato, spengo e butto un occhio in FB. Una notizia mi colpisce: aggiornamento sulla 100 km di toscana. La corsa è stata sospesa………………


Come sospesa? Questa corsa l’ho scelta, preparata, mi sono allenato, l’ho anche sognata e adesso la cancellate?Non voglio corse virtuali, voglio corse reali, concrete. Ritirarsi da una corsa è una grande delusione ma non correrla dopo averla sognata è un peccato mortale! Signori organizzatori fate qualche cosa, la voglio correre! Dove sono un paio di amici per correrla in autogestione?



(Dedicato a Marco, Cristiano e Guido e a tutti coloro che si erano iscritti)

Giovanni

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