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Lanzarote Lavatrail 2013. Federico Bisson - La Mia Corsa.

Federico Bisson | Aprile, 2013

La Mia Corsa

Correre non è uno sport per ragazzi carini con visioni di grandezza. E’ sudore tra i capelli e vesciche ai piedi. E’ il respiro congelato sul mento d’inverno. E’ la nausea nel vostro intestino e crampi che sono abbastanza forti per svegliare i morti. Si tratta di uscire dalla porta e correre quando il resto del mondo può solo sognare la passione che vivete ogni giorno. Si tratta di essere su una strada solitaria e correre come un campione, anche quando non ce’ anima viva per tirarsi su. La corsa è il desiderio di provare e perseverare fino a quando ogni fibra nella gambe, la tua mente e il tuo cuore sono simili all’acciaio . E quando li hai finalmente forgiati abbastanza sei diventato il miglior corridore che ci può essere. E questo è tutto quello che puoi chiedere.


Questa è la mia visione della corsa , non avrei mai pensato che uno sport potesse cambiare così tanto il mio stile di vita.


Sveglia alle 2 e30 del mattino il mio primo pensiero è di controllare il materiale, mi sento molto concentrato, faccio del risveglio muscolare delle mobilizzazioni articolari nella speranza di non sentire nessun fastidio alle ginocchia o in altri punti del corpo.


Sono 4 mesi che mi alleno 6 volte alla settimana e faccio lunghi su lunghi, ripetute, posture, rigorosa e attenta alimentazione, non sgarro in nulla.


Pensare che fino ad un anno fa facevo fatica a fare 5 Km. Ora invece mi sto per cimentare in una ultra maratona, No!!! : “ anzi un ultratrail per me questo è del tutto nuovo !! “ . Si perché passo dal correre su strada al correre un estremo ultratrail.


Finito il controllo materiale e parti anatomiche , mi accingo a scendere nella hall dell’albergo, li trovo i miei compagni ultra, Davide e Adriano, penso : “ come modo di vestirsi assomigliano a me !!! e un pochino mi rassicuro “ . Si perché essendo la mia prima ultratrail avevo un pochino di timore di aver sbagliato vestiario.


Ritiro la mia colazione e subito penso che lo stomaco si sta restringendo, chissà quanto riuscirò a mangiare: “ L’EMOZIONE SI FA SENTIRE “.


Con i miei compagni ultra andiamo verso l’autobus che ci porterà alla linea di partenza, ci si allontana pian pianino da ARRECIFE, si fa sempre più buio le luci del paese sono sempre più lontane ,la trans agonistica mia sta prendendo sempre di più. Con Davide e Adriano si scherza si cerca di mitigare la tensione .


Ecco finalmente arrivato alla partenza , me la immaginavo così tutto sommato ,avevo visto e rivisto i video dell’utratrail dell’anno scorso. Che bella emozione penso me la voglio gustare proprio tutta questa gara.


Con Davide e Adriano ci scambiamo gli ultimi consigli , ma ecco arrivata l’ora di scendere in spiaggia e avvicinarsi all’arco gonfiabile della partenza , conto alla rovescia , in bocca al lupo e si parte . Fin dai primi km questo ultratrail si presenta impegnativo , una bella salita al 40% , una mia caduta, e si rompe pure il mio porta borraccia ; cmq non mi perdo d’animo ho una voglia matta di imparare e si farmi una bella esperienza.


In salita vado bene le gambe spingono , mi sento forte , in discesa invece vado più cauto faccio attenzione a dove metto i piedi, l’aria è fredda il terreno non è facilissimo da aggredire la prima discesa è molto tecnica, infatti da li a poco Davide mi prende e mi sorpassa : “ è decisamente più sicuro di me “ .


Proseguo la mia Gara con Adriano abbiamo lo stesso passo ci perdiamo 4 volte ma cmq arriviamo al 53° Km ; punto di ristoro molto importante, qui ricarico il mio camel bag mangio un panino e prendo la sacca che mi ero fatto trovare per questo appuntamento dall’organizzazione. Leggo il messaggio che mi sono lasciato “ FORZA NELLA TESTA E PASSIONE NEL CUORE “ .


Da qui in poi mi dico sarà tutta una scoperta, si perché i 53 km era la distanza massima che avevo fatto in allenamento. Ci credo fortemente , riparto con una grinta e una forza ed entusiasmo incredibile. Nel ripartire però mi accorgo di essere solo, imbocco la palisada e procedo in completa solitudine per una decina di Km , la natura e il paesaggio mi invadono sono stupendi sarebbero da gustare a pieno ma il terreno è abbastanza insidioso e bisogna fare attenzione ad ogni più piccolo passo.


Mangio ogni 45 minuti e bevo piccoli sorsi di acqua e malto destrine ogni 15 minuti , la testa è lucida ma ciò nonostante mi perdo sono al 65 ° Km , ora però sono da solo e un pochino mi demoralizzo perché dietro di me non vedo arrivare nessuno. Ma proprio quando pensavo di avere vanificato la mia gara ecco apparire 3 sagome che mi dicono Vamos Amigo !!! Mi precipito e mi aggrego .


Mi piace questo spirito di solidarietà penso ...


Le salite e discese si fanno sempre + impegnative , il cuore le gambe e la testa sembrano lavorare in perfetta sincronia nonostante siano messe a dura prova . Finalmente arrivo al 83 ° Km , mi dico manca veramente poco sono contentissimo, ho brividi e quasi mi viene da piangere mi proietto con l’immaginazione all’arrivo, lo vedo, e mi vedo che esulto: che gioia !


Corro e sono felice tutti i miei sforzi si stanno concretizzando in un bellissimo risultato. Corro ormai da 15 ore. Ma ecco che questo Ultratrail mostra ancora una volta la sua aggressività ; davanti a me una salita con una pendenza veramente da mozzare il fiato solo a guardarla.


Senza pensarci troppo la affronto , la scalo e la vinco . Dall’altra parte ovviamente altrettanta discesa. Ormai vado senza problemi non mi ferma più nessuno , davanti a me ho sempre gli spagnoli . Sta per calare il sole e fa sempre più buio , sono l’unico a no aver lasciato la torcia al 53° Km, faccio strada io i miei colleghi spagnoli che mi seguono.


Ci siamo quasi pochi metri e vedo il traguardo , non mi sembra vero , vorrei piangere dalla gioia mi dico forza nella testa e passione nel cuore , mi giro guardo le ore di corsa e vedo scritto 16!!!

ME LE SONO GODUTE QUESTE 16 ORE DI CORSA, ERA PROPRIO QUELLO CHE VOLEVO!!!

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