Logo
World Running Academy Magazine

La mia prima maratona

Nicola Del Vecchio | Gennaio, 2015

“Se vuoi correre corri un chilometro. Se vuoi cambiare vita, corri la maratona.” Sono con queste parole di Emil Zatopek che ho inziato a preparami per quest'importante traguardo. Un anno di lavoro intenso, tanti sacrifici, gli allenamenti alle ore più impensabili per far combaciare gli impegni della vita e del lavoro, i pasti consumati in auto ogni giorno durante la pausa pranzo subito dopo l'allenamento, il rispetto per una distanza per me sconosciuta e da tutti temuta, sono gli elementi che mi hanno accompagnato lungo tutta la preparazione.


Quando a gennaio 2015 avevo iniziato ad allenarmi, non mi sarei mai immaginato di ritrovarmi undici mesi dopo sulla linea di partenza per percorrere i fatidici 42 chilometri e 195 metri. La conoscenza di Paolo Barghini, il suo metodo e la passione che lo contraddistingue anche solo nel parlare di corsa piano piano mi hanno contagiato e le fatiche dei vari allenamenti venivano ripagate dal benessere di trovarsi semplicemente a correre. Così ogni giorno ho iniziato a confrontarmi con i miei limiti, con la scoperta di me stesso, perchè la corsa oltre ad essere un cammino in un ambiente esterno è anche un cammino interiore, come ho scritto in un articolo passato. In realtà l'obiettivo di correre una maratona nel mese di dicembre non era tra quelli che mi ero posto nella mia ipotetica tabella di marcia, ma parlando con Paolo e dopo le buone prestazioni ottenute in mezza maratona a settembre, abbiamo deciso di accorciare i tempi.


Contrariamente ad ogni mia aspettativa ad ottobre mi sono iscritto alla maratona di Pisa in programma il 20 dicembre e sono iniziate 12 settimane di allenamento intenso. Le distanze sono lentamente aumentate e conseguentemente anche i chilometri settimanali, e via via che si avvicinava dicembre aumentava la preoccupazione ma allo stesso tempo la voglia e la determinazione in vista della gara. Sono arrivato così sulla linea di partenza, e la tensione che mi aveva accompagnato nei giorni antecedenti era improvvissamente svanita e aveva lasciato spazio alla sola voglia di correre. Ho seguito i consigli di Paolo, non mi sono affidato ai pacer, mi sono detto se sbaglio almeno lo faccio di testa mia. Nella prima parte di gara mi sono dosato, sentivo di stare bene e i primi 20 km sono volati poi arrivato a Tirrenia la fatica ha iniziato a sopraggiungere ma ho proseguito del mio passo senza preoccuparmi di quanto mancasse al traguardo, speravo solamente di superare indenne il 35esimo km. Tutti quelli con cui avevo parlato mi avevao detto che da lì in poi si arriva in fondo solo con la testa, ma a me la determinazione non mancava e così metro dopo metro sono arrivato in piazza dei miracoli e passare sotto il traguardo ricevendo subito dopo la medaglia di finisher è stata un'emozione enorme, per giunta con un real time che mai mi sarei aspettato: 3h 7'e14”.

Racconti | 0 Commenti

Lascia un commento




Recenti
Popolari
Categorie
Amref Sport Senza Frontiere
Rete del Dono per Art 4 Sport Maratonabili
Lo Sport Insegna