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La mia prima notturna di San Giovanni intervista ad Elena Sarti

Nicola del Vecchio | Luglio/Agosto, 2016

La mia prima notturna di San Giovanni intervista ad Elena Sarti

Fonte foto: www.firenzetoday.it

Correre assieme ad altri 2500 podisti nelle bellissime strade fiorentine tra monumenti dal fascino immenso in una serata dal clima perfetto, così come avvenuto nelle due edizioni scorse rappresenta il modo migliore per vivere questo storico appuntamento giunto alla settantasettesima edizione. La Notturna di San Giovanni è una delle gare della tradizione podistica più famose nel panorama sportivo e attira moltissimi atleti da tutt'Italia.


“La Notturna di San Giovanni – racconta Elena Sarti - è stata la mia terza gara. Non ho grosse esperienze a cui paragonare questi miei primi passi, ma per ora posso dire che, forse per incoscienza o forse perché so che comunque correre devo, alla fine mi diverto sempre ed ho avuto sensazioni positive riuscendo anche a mantenere quello che mi ero prefissata. Poi c'è da dire che non facendo queste cose da sola la cosa aiuta tantissimo, come ha aiutato tantissimo correre per Firenze in una tiepida serata estiva”.


L'attenzione di Elena allo sport è sempre stata tanta ma la pratica del running è arrivata più avanti, dopo anni di ginnastica e palestra. “Lo sport è stato sempre abbastanza presente nella mia vita - prosegue -, per circa 10 anni, una vita fa ormai, ho praticato ginnastica ritmica e alcuni anni dopo sono passata al tennis. Il tutto in maniera non agonistica. Poi per vari anni ho frequentato varie palestre facendo i corsi classici tipo step, gag e altri di questo genere. Nel frattempo mi sono ritrovata all'interno del gruppo "dei runner", per diversi anni li ho accompagnati nelle varie gare che hanno fatto un po' ovunque facendo un tifo spudorato e la "fotografa quasi ufficiale". Inutile dire che ad ogni gara mi veniva una voglia tremenda di correre, che poi però mi abbandonava quando pensavo ai km che facevano.


Circa 7 mesi fa, realizzando che avrei compiuto 40 anni, ho deciso di mettermi in gioco e di allenarmi per "regalarmi" la New York City Marathon insieme alla mia amica Florance, runner da una vita. Conoscendo Paolo Barghini e sapendo di potermi fidare ciecamente di lui l'ho contattato e abbiamo cominciato ad allenarci. Non nascondo che la fatica iniziale è stata dura, ma c'è di buono che la corsa ti crea una sorta di dipendenza e di "gioia isterica" come la chiamo io e quindi non ho smesso e continuo a faticare e a rimanere gioiosamente isterica”. Un percorso veloce quanto mai determinato quello di Elena che nel giro di pochi mesi l'ha portata a compiere già importanti esperienze. “Dopo 5 mesi di corsa – aggiunge - ho fatto la mia prima mezza maratona, quella di Madrid. Non avevo la più pallida idea di cosa mi aspettasse, neppure le terribili salite che contraddistinguono Madrid, ma ho attraversato il traguardo, per mano alla mia amica Fló ed ero veramente felice, stravolta ma felice! E poi..come si dice...medaglia medaglia medaglia”. I prossimi appuntamenti sono già fissati e l'obiettivo principale restano I fatidini 42km e 195 metri da correre tutti d'un fiato. “Credo, ma soprattutto spero che la corsa rimanga protagonista nella mia vita per un po' di anni. Intanto penso alla mia prossima meta, la maratona. Non nascondo che mi spaventa un po' pensare di correre per 42 km, ma confido di poter attingere a quegli angoli nascosti del mio fisico e della mia mente che la corsa mi sta facendo piano piano scoprire”.

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