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Skyrace Alpi Apuane 2013 - Ugo Mozzachiodi

Ugo Mozzachiodi | Luglio, 2013

Il mio primo trail competitivo

Lo Skyrace delle Apuane è un anello di 23 km intorno alla Pania della Croce con 1465 mt di dislivello a salire e altrettanti a scendere, punto di partenza e di arrivo il borgo storico di Fornovolasco (LU).


Le caratteristiche del percorso fanno di questa gara una delle più impegnative tra le province di Massa, Lucca e Spezia ma soprattutto la rendono particolarmente ostica alla mia struttura fisica. Decido quindi di esordire in questo trail!

Skyrace Alpi Apuane 2013 - Ugo Mozzachiodi Skyrace Alpi Apuane 2013 - Ugo Mozzachiodi

Dopo il ritiro del mio primo pettorale intorno alle 8 del mattino nella calca degli oltre 200 iscritti, inizio a ragionare su dove posizionarmi alla partenza: scartando la testa del gruppo per ovvi motivi restano la coda in previsione di una gara “indipendente” senza le frenesie di possibili competizioni per me sicuramente insostenibili oppure a metà gruppo cercando di farmi “trascinare” dal flusso di atleti sin dove possibile. Su suggerimento dell'unico corridore presente che conosco mi metto al centro per evitare in parte il cosiddetto “tappo” sotto gli stretti e bui portici all'uscita da Fornovolasco.


Lo speaker inizia il conto alla rovescia, la musica sale, le mani in alto applaudono, io in silenzio con mille dubbi, …cinque.....quattro......tre......due......uno....via si parte!


La partenza non è a razzo come giusto che sia, subito in salita per brevi tratti in pari e su facili scalinate, riesco comunque a non farmi influenzare dai ritmi altrui e imposto il mio passo che in breve e senza troppa fatica mi porta al primo ristoro alla Foce di Petrosciana 961 m.l.m. (+500 rispetto Fornovolasco).

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Al ristoro essendo uno dei pochi ad avere sulle spalle la sacca idrica decido che sia meglio alleggerirmi del mio peso e quindi passo veloce senza rallentare superando 4 persone, ottengo il massimo risultato con il minimo sforzo.


Da questo punto in poi il sentiero si fa più difficile, spesso troppo stretto per superare, le radici affioranti non permettono distrazioni e passo a fianco al monte Forato senza neppure alzare lo sguardo.


Arrivo a Foce di Valli ancora riposato, pronto a percorrere il tratto più esposto di tutta la gara, è il sentiero 125 che porta al rifugio Del Freo attraverso “canalini” di detriti e sassi instabili che i tecnici del soccorso alpino hanno per l'occasione attrezzato con corde fisse mettendoli abbastanza in sicurezza.


Gli anni passati a fare trekking e arrampicare in montagna mi sono venuti utili nel superare con facilità almeno dieci persone lente e incerte su questo terreno (a ognuno il suo!).


Arrivare al rifugio Del Freo abbastanza freschi è importante perchè si deve affrontare il tratto più impegnativo: la salita alla Pania. Settecento metri di dislivello, costanti ma interminabili sotto un sole che ormai è alto e non teme di farsi vedere.


Qui faccio un breve appunto tattico: prima del rifugio a Foce di Mosceta ci si rende conto di quanti avversari si hanno davanti, la visuale spazia sul versante sud est della Pania scoprendolo quasi tutto inoltre un breve tratto sino al rifugio è da percorrere andata e ritorno e si può quindi guardare in volto chi sta davanti e valutarne la condizione fisica.

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Inizia la salita, decido di non correre neppure nel primo tratto leggermente più semplic ma inizio con buon passo dietro un paio di atleti seguendoli a ruota. Questa scelta mi dovrebbe permettere di risparmiare le forze per la discesa molto tecnica e a me più congeniale dalla cima della Pania al rifugio Rossi. Ma ora bisogna comunque arrivare ai 1850 metri!. Un paio di persone mi superano ma resto sereno e non mi faccio influenzare da ritmi difficilmente sostenibili sino in cima. Gli organizzatori non sono sprovveduti e mettono a metà salita un ristoro che in un certo senso salva da possibili collassi. I tornanti passano, il sole pesa sulle spalle, il vento è tutto al mare ma finalmente si sentono le grida di incitamento sempre più forti, alcuni nastri colorati delimitano il sentiero, lo sguardo si alza e subito l'azzurro terso del cielo, sono in cima!


Ora inizia il vero divertimento! Dopo pochi metri fatti lentamente per riabituare le gambe ad altri movimenti inizio a saltellare giù per il ghiaione prendendo velocità, le gambe rispondono bene in frenata e allora giù sempre più veloci! Gli avversari sembrano stanchi eppure in salita era il contrario. Arrivo al Rifugio Rossi con almeno altre 15 persone dietro, ristoro velocissimo e giù zigzagando tra i faggi.


A circa tre km di discese dall'arrivo chiedo all'ultimo ristoro a quanto dista chi mi precede – Pochi secondi, sei undicesimo! Forza – mi dice passandomi i sali sciolti nell'acqua. Undicesimo?! Non molto convinto di aver capito bene continuo a correre ma le forze non ci sono più le cerco ma non c'è più nulla da dare, resta la voglia di arrivare e di non sprecare ora quello che di buono si fatto prima.


Mi fermo! Forse 30 o 40 secondi.


Devo ripartire!


Facile a dirsi un po' meno a farsi, il caldo è torrido la sacca idrica asciutta come la mia lingua, dietro sento i passi pesanti sulle foglie che si avvicinano. Prima 1 poi 2, 3 forse 4 o 5 mi passano lentamente ma inesorabilmente e non riesco a far nulla, l'imperativo non è aumenta il ritmo ma non sdraiarti! ..Beh .. le ultime centinaia di metri quasi tutti in discesa non sono stati piacevoli eccetto quando entro in paese sento le grida, la voce dello speaker, la musica, gli applausi ma soprattutto il rumore forte e immutabile della cascatina di acqua ghiacciata del torrente che attraversa Fornovolasco!


Concludo quattordicesimo, un risultato inaspettato e fuori da ogni previsione razionale elaborata da una mente sana con molte sinapsi.

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