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The Abbots Way 2013 in Twin Team - Fabio e Silvia

Fabio Baratta | Maggio, 2013

La Mia Abbots Way

L’idea di partecipare alla The Abbots Way 2013 in Twin team - coppia mista - con Silvia è nata una sera di Novembre dell’anno scorso con altri compagni di squadra davanti ad una buona birra. Con noi altri Twin Team della nostra squadra (Asd KinoMana) sia maschili che misti.


Occorre fare una breve premessa: considerato che allenarsi e correre senza metodo può risultare controproducente, ho deciso di farmi seguire, non solo con semplice tabelle, ma anche con preziosi consigli da Paolo Barghini, noto ultramaratoneta del deserto, il quale mi ha dato sicuramente qualcosa in più di schemi e indicazioni sulla corsa.

Fabio - The Abbots Way 2013 in Twin Team Silvia - The Abbots Way 2013 in Twin Team

Iniziano gli allenamenti. Purtroppo viste le avverse condizioni meteo che hanno caratterizzato l’inverno scorso si svolgono in prevalenza su asfalto. Non immaginate che noia e che sofferenza per una persona che ama il trail e le sky race correre su strada!!!!!!!!!. Ma questo è quanto e dopo un estenuante tour de force è finalmente arrivato il giorno della gara.


Pontremoli 04 maggio 2013 ore 8 partenza The Abbots Way 2013. Correre la prima frazione di gara di km 65 da Pontremoli a Bardi è stata una scelta per “forzata”, visto che Silvia , la mia temeraria compagna di squadra, ha deciso di correre la seconda frazione di 60 km, da Bardi a Bobbio, arrivo della gara, per poter gareggiare in gran parte di notte.


Alla partenza mi tornano in mente i consigli di Paolo i giorni precedenti la gara, per cui corro molto tranquillo lasciando sfilare parte degli altri atleti.


Dopo alcuni km iniziano le salite e i sentieri nel bosco, prendo il mio ritmo senza forzare troppo perché 65 km sono molti. Le sensazioni sono buone anche se sto correndo con il “freno a mano tirato” forse per timore o paura di non farcela, infatti alcune salite, pur corribili le cammino. Lasciato il primo ristoro a Cervara, dove Mauro, atleta della mia stessa squadra mi aspetta; incontriamo Cristian, amico di molti allenamenti, e correndo affrontiamo una lunga salita su asfalto, che per fortuna finisce. Inizia lo sterrato, che dopo una discesa fino all’attraversamento di un ruscello, sale fino al punto più altro del primo tratto Pontremoli Borgotaro: il passo del Borgallo. Un lungo e bellissimo single track in quota permette di vedere le due vallate, quella della Lunigiana appena lasciata e la Val di Taro che andrò ad affrontare con una lunga discesa per arrivare appunto a Borgo Val di Taro dove ci attende un ristoro dopo circa 4 ore di corsa.


Riprendo la gara, dopo circa 10 minuti di “bivacco” al ristoro, e dopo un breve tratto di asfalto che attraversa il centro del paese di Borgo Val di Taro, inizia un single track in ripida salita, davvero tosto e sotto un sole che non mi abbandona se non dopo essere entrato nel bosco. Il sentiero poi scende leggermente per riprendere successivamente a salire, fino ad arrivare ad imboccare una sterrata . Dopo un sali e scendi, in parte in quota e in parte nel bosco, arrivo nel bel paese di Osacca. Al ristoro ( km 48) trovo acqua minerale frizzante, per me un vero toccasana, ho persino riempito una delle due borracce che porto davanti sullo zaino, per continuare a bere lungo il percorso.

The Abbots Way 2013 in Twin Team The Abbots Way 2013 in Twin Team

In questa parte di gara sto bene e sto correndo con un certo vigore. Sensazioni fisiche e mentali buone. Il paesaggio che sto attraversando è tipico appenninico con querce , noccioli e soprattutto castagni. Certo non ci troviamo sulle Alpi o le Dolomiti ma i posti sono belli, infondono un senso di pace e tranquillità ed anche il clima aiuta perché, pur essendoci il sole, non fai mai troppo caldo, anzi una certa brezza da un po’ di sollievo.


Lasciato il ristoro di Osacca, il sentiero risale nel bosco in maniera davvero decisa. La salita subito mi sfianca, ma poi riesco a riprendere il passo in modo regolare. Nei tratti successivi, che presentano discese alternate a falsopiani nel bosco, a dire il vero un po’ monotoni, riesco a correre.


Dopo un ulteriore punto approvvigionamento acqua, poco visibile perché distante dal sentiero della gara, il percorso prosegue con discese e salite che impongono frequenti cambi di ritmo, che - dopo oltre 50 km - si fanno decisamente sentire.


Continuo la mia corsa attraversando alcuni paesi, tra i quali Gravago con la sua bellissima pieve. Arrivo all’ultimo ristoro dove ricevo la telefonata della mia compagna di squadra che vuole sapere dove sono e come sto. Mancano ancora 10 Km, che non sono pochi, per cui stingo i denti e riparto. Affronto una salita che porta sull’ asfalto, per fortuna subito dopo c’è una deviazione su un sentiero che inizia a scendere e da qui si intravede la mole del castello di Bardi, punto di arrivo di tappa.


Purtroppo la discesa è molto rovinata causa le piogge degli ultimi mesi ed è per questo, o forse per i tanti km ormai percorsi, che un crampo mi colpisce la gamba sinistra. Devo fermarmi un attimo e riprendere più lentamente la discesa, ma per fortuna non è troppo lunga e mi trovo in poco tempo sull’asfalto ad attraversare il ponte che conduce a Bardi. Credo di essere arrivato ma - ciliegina sulla torta - per raggiungere il paese devo affrontare una ripida salita sterrata e sassosa di 1 km veramente spacca gambe. Ormai però è fatta, salgo con le ultime forze rimaste e con il gsp che suona i 66 km.

The Abbots Way 2013 in Twin Team

Niente è più consono del motto che contraddistingue la gara: “per aspera ad astra”.


Arrivo in prossimità della fortezza di Bardi, circa 200 metri mi separano dal mio traguardo dove ad aspettarmi trovo Silva, pronta per partire per la tappa successiva che la porterà al traguardo finale di Bobbio.


Per dovere di cronaca il Garmin segnava 67km ( forse troppi), la tappa era di soli 65, con un tempo effettivo (escluse la pausa bivacco a metà percorso ) di 9h e 40 min. Alla fine Silvia è arrivata a Bobbio dopo 9 ore dalla partenza di Bardi.


Il giorno successivo, domenica, Silvia mi comunica che il nostro Twin Team si è piazzato al secondo posto.


Bella soddisfazione.


Un ringraziamento a Silvia, fortissima compagna di squadra, e un grazie particolare a Paolo che mi ha supportato e “sopportato” con le mie mille domande e dubbi nei mesi precedenti la gara.


Un plauso agli organizzatori della gara e ai volontari sul percorso e ai ristori. Uniche note stonate qualche involucro di gel e/o barretta abbandonati sul percorso (veramente poche), ma ogni commento è superfluo, e qualche indicazione mancante o poco visibile.

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