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Il Tor des Geants: la gara più dura del Mondo!

Intervista a Davide Buglione

Nicola Del Vecchio | Ottobre, 2015

Tor des Geants 2015 - Davide Buglione

In uno degli scenari più selvaggi e incontaminati del mondo si corre ogni anno il Tor des Geants, una corsa epica di 330 km non stop con 24.000 mt di dislivello positivo che coinvolge una Regione intera, la Valle d'Aosta e le sue bellezze. Fatica, possibili infortuni, mancanza di sonno e di adeguata alimentazione sono i principali rischi fisici a cui sono sottoposti gli atleti che si iscrivono a questa gara leggendaria che quest'anno ha visto la presenza di Davide Buglione, trentaquattrenne spezzino dipendente della AlpStation di Sarzana allenato da Paolo Barghini.


“Ho saputo che potevo correre il Tor un mese e mezzo prima della partenza – racconta Davide -, mi ero iscritto ma non ero rientrato tra i sorteggiati, poi grazie all'interessamento del mio titolare e grazie a Montura sono stato indicato tra i 10 dipendenti Alpstation in Italia a cui era riservato un pass. Così un mese prima della partenza ho iniziato ad allenarmi in maniera specifica per la gara”. In effetti preparare il Tor des Geants in un mese e riuscire, tra le altre cose, a classificarsi al 135esimo posto non è da tutti, senza contare poi che Davide prevalentemente si allena in bici per un problema alle ginocchia che gli impedisce di correre con continuità. “Paolo mi ha fatto fare un lavoro eccezionale con la bici – spiega – poi ad un mese dal Tor mi sono dedicato alla corsa facendo uscite con molti metri di dislivello per abituarmi alla gara”. Allenamenti mirati e la giusta motivazione sono alcuni degli ingredienti necessari per l'approccio corretto al Tor ed al trail in generale, una disciplina alla quale Davide si è avvicinato nel 2008 quando per una sfida con sè stesso si era promesso di correre la CCC.

Tor des Geants 2015 - Davide Buglione Tor des Geants 2015 - Davide Buglione

“Ho iniziato a correre nel 2008 e da quel periodo ogni anno faccio uno o due trail importanti – prosegue -, in 8 mesi ho perso la bellezza di 22 kg e da quando da gennaio di quest'anno Paolo segue la mia preparazione ho fatto un salto di qualità enorme permettendomi di arrivare tredicesimo assoluto al Cromagnon, oltre ovviamente allo straordinario risultato del Tor”. Dal raccordo di Davide si capisce subito la difficoltà e l'impresa nel portare a termine una gara di questo genere che prima di tutto è un confronto con se stessi ed i propri limiti. “Domenica mattina quando mi sono svegliato ero disperato – racconta Davide – diluviava e immaginavo già il calvario che sarebbe stato l'affrontare la corsa per chi come me soffre di vesciche. Per fortuna mio papà e la mia ragazza mi hanno convinto a partire e così è stato. Inizialmente sono andato piano, tanto che a La Thiule al km 17 dietro avevo solamente 200 partenti. Poi proseguendo sul tracciato ha iniziato nuovamente a piovere e lì mi è presa un pò d'ansia visto che nella discesa del Col Crosatie nel 2013 era morto l'atleta cinese, nonostante tutto alle dieci di sera sono arrivato alla base vita di Valgrisenche dove mi sono fermato un'oretta. Sulla successiva salita verso Colle delle Finestre ha ripreso a piovere e salendo è arrivata anche la neve, la discesa senza ramponcini è stata davvero ostica. Lentamente siamo arrivati a Rhemes dove ci hanno fermato per 3 ore, fino alle 6 del mattino a causa delle precarie condizioni meteo, fortunatamente avevo un cambio e sono stato al caldo per qualche ora. Una volta ripartiti sul Col Entrelor abbiamo ritrovato la neve e la discesa è stata davvero complicata perchè in alcuni punti era ghiacciato.

Tor des Geants 2015 - Davide Buglione Tor des Geants 2015 - Davide Buglione Tor des Geants 2015 - Davide Buglione

Dopo 16 km di interminabile discesa sono arrivato ad Eaux Rousses dove mi sono fermato 20 minuti e mi sono cambiato prima di ripartire verso il Col Loson che, con i suoi 3.299 m, è il punto più alto del tracciato. La salita è lunghissima, prima sale dolcemente e poi si inasprisce, fortunatamente le guide alpine in cima alla vetta avevano scavato dei piccoli gradini sulla neve che ci hanno reso più agevole l'ascesa e la successiva discesa che ci ha portato alla seconda base vita a Cogne”. La gara è ormai al 102esimo km, sono già trascorse più di trenta ore dalla partenza e non fatichiamo a credere che la stanchezza inizi ad essere sempre più pressante. “Alla base vita mi sono concesso due ore di sonno – racconta Davide – poi alle ventidue sono ripartito e finalmente sono riuscito ad ammirare un cielo stellato fantastico lungo la salita del Fenetre di Champorcher e nella successiva lunghissima discesa che mi ha portato alla terza base vita di Donnas al 148 km, raggiunta il martedì mattina. Lì mi sono rilassato un paio d'ore, prima di ripartire in direzione Gressoney. Lungo il tragitto ho potuto godere dal rifugio Coda di una vista sulla pianura Padana splendida, purtroppo però dal primo pomeriggio ha ripreso a piovere copiosamente. Il tempo è peggiorato a tal punto che non si vedeva quasi nulla, soffiava un vento tremendo e la nebbia era sempre più bassa. Fortunatamente ho incontrato un ragazzo con il quale ci siamo fatti forza a vicenda e insieme abbiamo proseguito lungo il percorso tra salite e discese rese ancor più impervie dal fango e dalle rocce bagnate”. Ad accompagnare la gara di Davide sono giunte anche le allucinazioni che spesso colpiscono molti partecipanti del Tor specialmente dopo molte ore di corsa per di più con la quasi totale privazione di sonno. “Non ci credevo che potessero venire le allucinazioni – prosegue Davide - in realtà lungo la discesa che mi ha portato alla quarta base vita a Gressoney continuavo a vedere al mio fianco un rifugio inesistente frutto solo della mia immaginazione. Arrivare a Gressoney è stata un pò una liberazione, ero consapevole di aver superato il punto più duro del Tor e per giunta ero avanti in classifica, mancavono 130 km ed ero al 150esimo posto. Con l'altro mio compagno di viaggio siamo ripartiti dopo esserci riposati un paio d'ore e la successiva salita verso Col Pinter l'abbiamo presa con calma. Abbiamo incontrato una ragazza valdostana che ci ha fatto da guida e al rifugio Crest ci siamo fermati a fare un pranzo completo prima di proseguire verso Sant-Jacques e poi alla successiva base vita diValtournenche che abbiamo raggiunto alle 21.15”.

Tor des Geants 2015 - Davide Buglione Tor des Geants 2015 - Davide Buglione

A questo punto il Tor di Davide, così come quello degli altri concorrenti che lo seguivano, è terminato a causa delle critiche condizioni meteo che hanno costretto gli organizzatori ad interrompere la gara. “Arrivati alla base vita ci hanno comunicato che non potevamo ripartire fino alla mattina successiva – spiega Davide –, anche se in realtà il giorno dopo non ci hanno più fatto partire e devo essere sincero pur essendo un finisher del Tor non essere arrivato a Courmayer mi è dispiaciuto molto. Comunque è stata un'esperienza fantastica, ho capito che il Tor è veramente la gara dei minimi dettagli, per una inezia rischi di buttare al vento tutto ed in questo i consigli di Paolo mi sono stati utilissimi. In futuro – conclude – conto di cimentarmi nuovamente con questa competizione, perchè nonostante tutto voglio provare l'ebrezza di concludere con all'attivo tutti i 330 km sulle gambe”.

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