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L'ultra Trail del lago d'orta e la passione per il Trail running

Nicola Del Vecchio | Novembre, 2015

Vivere in coppia condividendo la stessa passione per il trail running. Questa e' l'esperienza di Annalisa Rolla che ha conosciuto ed imparato ad amare lo sport grazie al suo compagno Davide, che abbiamo avuto modo di conoscere la scorso numero grazie al suo racconto del Tor des geants. "Quando ho conosciuto Davide lui correva - racconta - e mi chiese di accompagnarlo ad una gara dell'Utmb. Pensare che non ero neppure mai andata in montagna e mi sono ritrovata a fare l'assistenza durante tutto il percorso accorgendomi che i partecipanti in fondo erano persone normali e questo mi ha fatto credere che avrei potuto riuscirci anche io". In realta' la storia di Annalisa racchiude anche un pizzico di magia che in fondo e' stata poi il viatico per iniziare a cimentarsi con questa disciplina così affascinante. "Durante la CCC facendo assistenza a Davide - prosegue -, in un tratto del tracciato, vedevo scendere verso l'attacco del sentiero dei lumini dal bosco, erano le lampade dei corridori che scendevano lentamente verso la valle. Ne sono rimasta affascinata e mi sono promessa che un giorno anche io volevo essere uno di quei lumini.

UltraTrail del lago d'orta - Annalisa Rolla UltraTrail del lago d'orta - Annalisa Rolla

Così tre anni fa ho iniziato ad allenarmi, dapprima alternando corsa a passo fino ad arrivare a correre per 40 minuti continuativi. Poi sono arrivate le prime gare e ho iniziato a scegliere quelle qualificanti per l'Utmb." Tra le gare corse da Annalisa in questo numero affrontiamo, grazie alla sua esperienza, l'ultra trail del lago d'orta che si è svolto lo scorso 17 e 18 ottobre. "Ho scelto questa gara perché mi affascinava partire dal lago - spiega -, il tracciato e' abbastanza impegnativo, nei 90 km si affronta un terreno davvero difficoltoso, la parte lungo il lago e' molto umida e ricca di muschio poi si affronta il ciottolato e le asperita' delle rocce. Senza contare che durante la gara la pioggia non ci ha certo agevolato rendendo ancor piu' impervio il tracciato. Il paesaggio è bellissimo, purtroppo sono riuscita ad apprezzarlo poco a causa del maltempo, comunque è stato affascinante attarversare la natura selvaggia in solitudine tra boschi fiabeschi con ruscelli, cascate e alberi cresciuti con tronchi in mezzo ai sassi. In ogni paesino che attraversi ci sono chiesette con cappelle affrescate, nel tratto notturno poi ne ho trovate un paio che avevano le candele fuori ed era davvero molto suggestivo".

UltraTrail del lago d'orta - Annalisa Rolla UltraTrail del lago d'orta - Annalisa Rolla

Dalle parole di Annalisa si capisce quanto per lei il trail non sia solamente un modo per confrontarsi con i propri limiti ma rappresennti anche una scoperta di paesaggi e luoghi affascinanti. “La gara è organizzata molto bene – prosegue Annalisa -, è impossibile perdersi anche nella parte notturna, e' segnata sia sugli alberi che per terra. Il tracciato si snoda per 90 km e prevede due barriere orarie, rispettivamente al 43esimo km ad Arola e al km 67 a Grassona. I primi 43 km sono i piu' difficili, li c'è quasi tutto il dislivello. Si affronta il monte più alto, il Santacroce , con i suoi 1700 mt che pur non essendo elevatissimo racchiude tante asperita'. Senza contare poi la difficolta' del terreno fangoso che ci rallentava, tanto che quando sono giunta alla prima base vita mancavano 40 minuti alla chiusura del cancello. Nella seconda parte a Grassona invece sono arrivata molto prima, pensavo che la gara fosse molto scorrevole, però poi non è stata così.

UltraTrail del lago d'orta - Annalisa Rolla UltraTrail del lago d'orta - Annalisa Rolla

Paolo Barghini mi aveva detto che sarebbe stata molto dura ma non credevo tanto”. Una gara quella di Annalisa che ha rappresentato una svolta visto che fino a qualche mese prima non seguiva alcuna preparazione mirata fino a quando non ha deciso di rivolgersi a Paolo Barghini. “La mia gara è iniziata quasi due mesi prima di partire – conclude Annalisa -, per la prima volta mi sono ritrovata a fare le ripetute in salita, a correre con i pesi nello zaino, insomma a seguire un vero e proprio allenamento.Grazie a tutto questo sono arrivata alla gara con la consapevolezza di essere preparata ed anche quando ero in difficoltà ero consapevole delle mie possibilità. Gli ultimi km immaginavo di parlare con Paolo e riascoltavo mentalmente i suoi utili consigli oltre ad immaginarmi le brioches che avrei mangiato una volta arrivata e che ho trovato quasi miracolosamente all'ultimo ristoro.

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