Logo
World Running Academy Magazine

Correre mi ha salvato la vita

Lorenzo Ruspi | Novembre, 2015

Il titolo può sembrare forte, ma sono moltissime le storie di vita reale di persone che grazie alla CORSA sono rinate, sono diventate delle persone migliori e hanno potuto vivere una vita diversa, sfuggendo a un destino che sembrava già scritto.


Oggi ve ne voglio raccontare due, quella di Zoe Margolis e quella del romano Stefano Jacopini.


Zoe è una donna di successo come tante altre ne conosciamo e si divide tra casa e lavoro dando ogni giorno il massimo. Le persone che la conoscono la definiscono dall’esterno una “persona felice”. Qualcosa però nella vita di Zoe non va proprio nel verso giusto e lei arriva veramente ad un passo dal suicidio a causa di una profonda depressione. E’ proprio Zoe, nel suo blog, a raccontare - con una lucidità unica - giorni, ore e istanti di quel baratro nel quale era caduta. Le cause sono simili a quelle di molte storie di vita vissuta: una storia d’amore finita dolorosamente e il lavoro che arriva ad un punto morto.


Per far capire al lettore il carico emotivo di Zoe basta leggere alcuni passaggi tratti dal suo blog:


"All'inizio di quest'anno ho attraversato il momento di depressione più profondo che abbia mai vissuto. Il mio volto in pubblico era una maschera di successo, fiducia e felicità, ma, in privato, mi sentivo sconfitta. Non ero capace di concentrarmi su niente a parte il mio dolore persistente".


E ancora:


"Ero sola, sopraffatta e soffocata dalla mia depressione. Ho considerato il suicidio e ho cominciato con l'autolesionismo. Ho scoperto che il dolore esterno intorpidiva temporaneamente il mio dolore interno. Ero consapevole che stavo toccando il mio punto più basso".


Per Zoe non sembra semplice trovare una via di uscita e le prova veramente tutte avvalendosi di medici esperti che le prescrivono le più svariate pillole e le consigliano di fare esercizi di ogni tipo, ma quando manca l’ENERGIA anche solo per alzarsi dal letto al mattino, provate a immaginare voi come possa sentirsi quando le dicono di tirarsi su e andare in palestra!!!


Qualcosa però un bel giorno in Zoe cambia…sente il desiderio di volersi alzare dal letto e di iniziare a camminare, apprezzando tutto ciò che la circondava come il canto degli uccellini per esempio. Camminava tutti i giorni, sempre più veloce.


“Fu così che mi sono trovata, in una gelida mattina di febbraio di quest'anno, a correre nel mio parco locale – ha raccontato Zoe - Era buio, tempo pessimo e pioveva. Non appena ho iniziato a correre, con anni di rigidità e dolore nei muscoli, continuavo a pensare: “Zoe, se sei in grado di fare questo, se sei capace di superare queste orribili sensazioni di tristezza, allora potrai superare tutto”. Sei mesi dopo, sapevo che era vero: non solo ce l'ho fatta, ma sento di essere sopravvissuta.


“Ogni passo che ho fatto negli ultimi mesi è stato un passo per allontanarmi dal dolore, un passo più vicino al sentirsi meglio. Quando corro, mi sento bene. So che ci sono studi scientifici che lo dimostrano, ma ovviamente per me si tratta di una semplice equazione che ha bisogno di poche spiegazioni: mi sento merda, perciò corro. Non è una cura magica, e sono sicuro che non funziona per tutti, ma con me lo fa” .


La storia di Zoe è quella della rinascita nel segno dello sport e a noi viene da urlare: “Lo SportInsegna!”.


Zoe la “lezione” l’ha imparata benissimo e ora dal suo blog esalta la corsa come strumento per il benessere dell’anima più che del corpo. E ancora, guardandosi allo specchio scrive:


“Vedo la forza, la determinazione e bei muscoli. Mi piace chi sono e, ogni volta che corro, mi piaccio ancora di più. [...] Scoprire che correre mi rende felice, mi ha finalmente dato qualcosa per cui vivere” .

Correre mi ha salvato la vita Correre mi ha salvato la vita

Stefano, classe 1959, è cresciuto nelle difficili periferie romane e fino a 23 anni ha vissuto con la famiglia, ha studiato poco e fatto svariati lavori. Il rapporto pessimo con i suoi genitori, una sera di tanti anni fa, lo ha portato fuori di casa. Da quel momento ha cominciato a dormire in strada e l’inverno dentro le stazioni: un barbone come lo si può definire in modo poco rispettoso. Non era certo contento di fare quella vita, ma teneva duro con il suo sacco a pelo e quelle poche coperte che lo coprivano.


Stefano però è un tipo tosto e la sua vita la ritrova eccome. Dove? Allo stadio delle Terme di Caracalla (Roma) dove - grazie a Luciano Ciccone- viene tesserato per l’Atletica G. Castello così da avere accesso libero allo stadio.


In quello stadio oggi Stefano si allena quasi tutti i giorni.


“Quando corro sul prato verde, mi ritornano alla mente i ricordi di un tempo, di quando bambino ancora senza troppi pensieri giocavo a pallone nei campetti sotto casa. Venire a correre mi scarica, mi fa bene, mi ha fatto riconquistare il possesso delle mie capacità mentali, la mia vera indipendenza. Di solito corro circa un'ora, ogni tanto faccio anche qualche ripetuta, ma non in pista: altrimenti mi viene il mal di testa” .


Parliamo subito ri RISULTATI: nel 2014, oltre ad aver corso la maratona di Roma col pettorale numero 100 spillato sulla maglietta del Team PUROSANGUE ATHLETICS CLUB, si è anche distinto per una ottima prestazione alla 100 km del Passatore.


Stefano, così come Zoe, si è RIPRESO LA SUA VITA, chilometro dopo chilometro!!!


Prima di lasciarvi e di ritrovarci poi sul magazine di Dicembre vi faccio questa domanda: conoscete per caso un altro CAMPIONE che grazie alla corsa ha dato una accelerata alla propria vita?


Valentino Rossi? Nooooo, siete fuori strada voi, non lui!!!


Inizia per PAOLO e finisce per BARGHINI.


Lorenzo Ruspi - Presidente Associazione 'Lo Sport Insegna®'

Per Informazioni

Solidale | 0 Commenti

Lascia un commento




Recenti
Popolari
Categorie
Amref Sport Senza Frontiere
Rete del Dono per Art 4 Sport Maratonabili
Lo Sport Insegna